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Piatti tipici piemontesi: insalata di carne cruda (salada ad carn cruva)

Ecco, questo è un bel piattino ideale per queste giornate di caldo soffocante, quando al solo pensiero di mettere in bocca una forchettata di roba calda ti fa sudare e venire la nausea ma non si ha voglia della solita insalatina verde con la mozzarella!!!
INGREDIENTI:
carne di vitello macinata
olio d'oliva
sale
pepe
aglio
limone
PROCEDIMENTO:
mettere in una terrina 500 gr. circa di macinato di vitello magro, si aggiunge poi due pizzichi di sale, pepe q.b. , mezzo spicchio d'aglio, 4 o 5 cucchiai d'olio d'oliva e il succo di mezzo limone.
mescolate il tutto a lungo con l'aiuto di una forchetta, dopodichè "schiacciate" l'insalata ottenuta sul fondo e dui bordi della terrina.
coprire poi con la pellicola e mettere in frigo a riposare per un paio di ore e tirarla fuori almeno una mezz'oretta prima di servirla in tavola.
au revòir....

Piatti tipici piemontesi: Capunét

i capunét sono dei semplici ma gustosissimi involtini di verza con ripieno di carne mista, formaggio, uova etc. insomma, uguale all'impasto delle classiche polpette.... ma con qualche accorgimento in più!



INGREDIENTI:
carne
prosciutto cotto
uova
formaggio
prezzemolo
sale & pepe
verza
burro
parmigiano
brodo di carne

PROCEDIMENTO:

Si taglia in due, si sfoglia e si lava un bel cavolo verza liberando le foglie dalla parte più dura (la costa finale).
si porta in ebollizione una pentola d'acqua e vi si immergono le foglie lasciandole finchè non abbiano raggiunto un grado di cottura a prova "forchetta" (10-15 minuti), e comunque prestando attenzione che non cuocciano troppo altrimenti si romperebbero nella fase di arrotolamento o si ridurrebbero in poltiglia!!!
una volta cotte si tolgono dall'acqua molto delicatamente con l'aiuto di una schiumarola o di una paletta per il fritto e si stendono una ad una su un panno a raffreddare.
si prepara poi l'impasto per il ripieno:
si tritano nel robot di cucina la carne (suina, bovina... insomma, quello che avete!, ma usate sempre e solo carne cotta!), prosciutto cotto, 2 o 3 uova, formaggio, prezzemolo, sale e pepe.
si prende poi l'impasto ad abbondanti cucchiaiate e si dispone sulle foglie di verza, si arrotalano delicatamente per non romperle e si chiudono in fine con uno stecchino.
si passano poi questi involtini nel burro sfrigolante girandoli di tanto in tanto, si cospargono con un pò di brodo (mezzo bicchiere) e, quando questo si sarà rappreso si cospargono con una bella spolverata di parmigiano grattugiato e si mettono in forno a 150° per 10 minuti o finchè il fomaggio non si sarà fuso.
si servono poi caldi con contorno a piacere.

Piatti tipici piemontesi: panissa e "fricc del marghè"

La panissa è un piatto caratteristico della pianura vercellese e della lomellina e, come ovvio, l'ingrediente principale è il riso!





INGREDIENTI:
lardo
cipolla
pomodoro
riso

PROCEDIMENTO:
Si fanno soffriggere 100 gr. di lardo tritati con un pezzetto di cipolla tagliuzzato; si aggiungono 3 pomodori pelati e tritati, si lascia rosolare bene e quindi si uniscono 500 gr. di riso e si lascia cuocere per pochi minuti all'asciutto.
quando comincia a colorire si versa un litro ca. di brodo di carne bollente e si tira a cottura rimestando finchè non si sarà rappreso.
si condisce con mezza noce di burro e si serve ben caldo.




FRICC DEL MARGHE' (fritto del margaro, la parola "fricc" si pronuncia con la "c" morbida come in "ciao")


Dalla bassa pianura vercellese saliamo sulle alpi biellesi / valsesiane.
questa gustosissima pietanza mi ha insegnato a cucinarla la Signora Rina, un'arzilla nonna di settantotto anni che vive con figli, nipoti e pro-nipoti nella cascina che dista poche centinaia di metri da casa nostra e dove andiamo abitualmente a prendere il latte che viene munto giornalmente dalle oltre 80 mucche di loro proprietà!
Personalmente, io nutro un'enorme rispetto e amore per la cultura contadina e per le sue genti per la loro saggezza, intelligenza ed in generale per la loro grande laboriosità e ospitalità.... figuratevi che questa signora prepara personalmente moltissimi unguenti conto strappi muscolari, punture di insetti e molto altro utilizzando erbe e piante di cui ha una conoscenza degna di un druido!
solo comunicandole alcuni dettagli lei mi ha detto, ancor prima che me lo dicessero i medici, che avrei avuto una bambina "at vurgrè ca' lè na' bela màta" (in piemontese: "vedrai che sarà una bella femminuccia!")
va bene, ora torniamo al nostro fritto del margaro del quale ora non ho una foto da postarvi ma che vi assicuro essere una VERA leccornia con la "L" maiuscola! ;)


INGREDIENTI:
burro
aglio
uova
formaggio
timo

PROCEDIMENTO:
(dosi per 4 pers.)
In una pentola antiaderente fare soffriggere 100 gr. di burro di cascina (quello bello giallo!;)) con mezzo spicchio d’aglio che poi andrà tolto, e qualche fogliolina di Timo Serpillo.

si aggiunge poi nel burro schiumante 300 gr. di toma biellese d.o.c tagliata a dadini facendola fondere mescolando con una forchetta o cucchiaio di legno.
a questo punto mettere 4 uova intere strapazzandole con il formaggio fino a farne rapprendere un poco l’albume.
Il piatto si serve poi caldissimo con polenta o crostini di pane integrale....

MAMMA MIA CHE 'BBBUOOONOOOOOO!!!! ;p

Piatti tipici piemontesi pt.3° : bolliti misti e risotto al barolo.



Ancora un post sulla robusta cucina piemontese: la stagione è quella giusta per questi piatti molto calorici quindi vogliate scusarmi se ho postato per due volte di seguito le ricette di questa "rubrica"....
bene, per il bolliti si scelgono preferibilmente tagli di carne come la spalla, la punta di petto, testina (la famosa "téstina rasà"), coda..... e devono sempre presentare una bella vena di "grassetto" o l'osso; indi per cui sono vivamente sconsigliati pezzi magri come il filetto.
molti la carne la immergono quando l'acqua già bolle, mentre io metto tutto a freddo; trovo che così facendo il brodo risulti molto più saporito (ottimo ed indicatissimo per il risotto!).
si immerge la carne in una pentola con un paio di litri d'acqua, un pugno di sale grosso, una foglia di alloro, mezza carota, un pezzetto di cipolla ed altre erbe aromatiche a piacimento.
si porta poi al bollore lasciandolo per un paio d'orette comunque appuntandolo di tanto in tanto con un forchettone per tastarne il grado di cottura.
una volta cotto si serve in tavola ancora intero e fumante su di un tagliere dove ognuno dei commensali taglierà il suo pezzo con il coltellaccio da cucina.
per il contorno si preferiscono semplici verdure lesse (carote, patate....) o una bella insalata verde servita a parte.
le salse d'accompagnamento sono la classica maionese, bagnetto verde o rosso (vedi post precedenti), senape, salsa rubra o mostarda d'uva e di frutta in generale.
se ne avanzaste un pezzo potrete gustarlo anche freddo il giorno dopo: tagliatelo a pezzettoni, una presa di sale e pepe, olio, aceto e prezzemolo tritato.
girate il tutto come se si trattasse di un'insalata e servite!
RISOTTO AL BAROLO
INGREDIENTI:
riso
cipolla
vino barolo
burro
olio
brodo di carne
sale & pepe
PROCEDIMENTO:
tritare finemente mezza cipolla e fatela dorare in casseruola con olio e burro, unitevi il riso girandolo con un cucchiaio di legno e aggiungere un bicchiere di barolo.
una volta evaporato il vino, aggiungere il brodo poco alla volta fino a cottura ultimata.
ora togliete la casseruola dal fuoco, condire con sale e pepe e una noce di burro che dovrè essere sciolta completamente rimestando il tutto prima di servire caldo.
Adesso però, vorrei raccontarvi un'aneddoto che ho vissuto in prima persona domenica scorsa mentre ero in macchina con il mon amour durante il rientro da un breve giretto a vedere le vetrine dei negozi in centro Milano.
è stata una cosa che per la sua abominevole bestialità me ne ricorderò per moltissimo tempo, se non fino a quando campo!
come ho detto prima, eravamo in macchina fermi ad un semaforo lungo Viale Certosa, proprio quello sull'incrocio che porta sulla tangenziale nord, dove noi dovevamo entrare.
d'un tratto scorgo una figura femminile sotto al ponte del viadotto dell'autostrada.
ho subito pensato ad una delle povere ragazze dell'est che si prostituiscono e che sono in mano ad organizzazioni criminali.... in effetti non sbagliavo, però poco a poco che la colonna di auto avanzava ho notato subito quello che era il terribile abominio: la povera ragazza non più che ventiduenne era incinta!!!!!!! caspita ma sarà stata all'ottavo mese!!!! aveva il pancione come me..... era là solo con pochi straccetti addosso.... al freddo.... CASPITA MA FACEVA UN FREDDO BOIA!!!!!
ma come fanno certe persone a essere così disumani??!! come fai a mandare sul marciapiede una donna in quelle condizioni????? ma come fanno a non avere nemmeno la benchè minima pietà per la creatura che ha in grembo????? come fanno i clienti a non provare pena per una persona così???? MA COME SI FA?????
arriviamo sulla stradina che porta a casa nostra che è ormai buio pesto, si vedono solo le sagome dei larici e degli abeti coperti di neve ai bordi della strada, e per un'attimo i fari della nostra auto illuminano un gufo appollaiato sul palo di uno steccato di legno a bordo strada che ci guarda con i suoi occhioni gialli.
una volta arrivati scendo dall'auto e attraversando il giardino respiro a lungo godendo dell'aria frizzante e pulita delle montagne e del silenzio assoluto.
mi rivedo comunque l'immagine di quella poveretta su quel marciapiede..... al freddo....
neanche dopo una lunga doccia calda, la cena, le coccole sul divano davanti alla TV e dopo aver fatto l'amore sul nostro letto non mi fanno dimenticare quella drammatica vicenda....... ho sempre quell'immagine di fronte!
vorrei tanto che chi ha il potere di fermare questo scempio bestiale legga queste righe e che si mobiliti al più presto affinchè queste cose non accadano MAI PIU' !
buon anno a tutti.


Piatti tipici piemontesi pt.2° : polenta concia e agnolotti alla piemontese

La polenta concia.... che sarebbe meglio definire "sua maestà la polenta concia" è uno dei cavalli di battaglia della tavola valsesiana e biellese.
proprio nel biellese, più specificatamente ad Oropa; famosa per l'omonimo e pittoresco santuario della madonna nera posto nel cuore delle alpi biellesi che gli fanno da cornice, si può gustare questa prelibata delizia del palato accompagnata da un buon bicchiere di Barbera, Grignolino o Erbaluce.


uno scorcio "by night" della basilica antica del santuario di Oropa.

io la polenta la faccio prevalentemente sulla stufa in pietra che abbiamo sotto in taverna dove posso "incassare" il paiolo di rame al suo interno togliendo la parte rotonda della lastra superiore (è fatta apposta per questo! vedi foto).



INGREDIENTI:
farina gialla
acqua
formaggio
sale
burro

PROCEDIMENTO:

Portare in ebollizione in un paiolo di rame un litro abbondante d'acqua con un pugno di sale grosso, quando questa bolle vivacemente aggiungere a pioggia 350 gr. di farina di mais rimestando energicamente con un cucchiaio lungo di legno per evitare assolutamente che si formino grumi.
lasciare cuocere la polenta per un'ora sempre rimestandola di tanto in tanto e mantenerla "morbida".
preparare il formaggio: tagliare a fettine 2 hg. di toma biellese ed 1 hg di fontina valdostana; in un pentolino si frigge 1 hg. di burro di cascina con una fettina d'aglio e una foglia di salvia che andranno poi eliminati.
attenzione!:il burro dovrà essere solo leggermente dorato!
quando la polenta sarà cotta, aggiungere il formaggio poco alla volta rimestando perchè questi si sciolga perfettamente, dopodichè aggiungere il burro rosolato sempre rimestando ancora per un minuto e servirla caldissima!
(credetemi che mi sta venendo fame anche se ho appena finito di mangiare!!!);) SLURP :p

AGNOLOTTI ALLA PIEMONTESE:




Ecco un'altra prelibatezza gastronomica della nostra bellissima regione che io preparerò per il pranzo di natale!

INGREDIENTI:
pasta
burro
maiale
vitello
noce moscata
parmigiano
sale & pepe

PROCEDIMENTO:

si prepara la pasta con farina e uova come per i ravioli o le tagliatelle.
si friggono intanto in casseruola 50 gr. di burro e si aggiunge 300 gr. di lombo di maiale, ed altrettanti di carne di vitello.
una volta cotti si tritano, si uniscono un'odore di noce moscata, 4 cucchiai di parmigiano e si mescola il tutto ottenendo un'impasto omogeneo.
si tagliano poi dei rettangoli di pasta con l'apposito strumento, si riempiono un cucchiaino del composto e si ripiegano bene i bordi che vengono saldati premendo in modo che il ripieno resti ben chiuso.
si fanno in fine cuocere gli agnolotti in acqua salata per 3 / 4 minuti circa e si servono conditi con sugo di carne.

con queste due ricette vi faccio gli auguri di buon natale dandovi appuntamento eventualmente per una bella ricettina per il cenone di capo d'anno!

AUGURI!!!!

Piatti tipici piemontesi pt.1: bagna cauda e bagnét vért


"Appunta , o viaggiator, senza ritardo
gli agnolotti, il bollito, la fonduta,
la bagna cauda disposta al cardo,
e col tartufo l'appetito aiuta.
Non scordar i grissini e il genuino
Barolo, Barbaresco e Grignolino!"
Fin da bambina ho trascorso le vacanze estive con i miei genitori e le mie due sorelle maggiori nella nostra casa di Stresa, ridente cittadina adagiata sulla riva piemontese del Lago Maggiore.
proprio quà, appena diciassettenne ho conosciuto un bel ragazzone islandese che lavorava come apprendista in una officina di autoriparazioni, e che in italia ci viveva già da bambino con i suoi genitori visto che il suo papà (riposi in pace) era uno dei dirigenti della sede milanese di una grande industria chimico / farmaceutica svizzera.
lui viveva a diversi km da Stresa e li, sul lago, d'estate ci veniva in moto con i suoi amici......
quel bel ragazzo biondo platino si chiamava Harald Sigurdsson, e poi è diventato mio marito (siamo ancora conviventi ma praticamente è mio marito!) con il quale vivo felicemente da quasi nove anni e che tra cinque mesi darò alla luce la nostra prima figlia, Angelique!!!!!
va beh... chiudiamo questa parentesi "biografica" e parliamo finalmente di cucina:
mi sono innamorata (oltre che del mio Harald!) praticamente subito della cucina piemontese (agnolotti, brasati, bagna cauda, risotti e chi più ne ha più ne metta!) tant'è che ho iniziato a documentarmi su di essa e a eseguire diverse ricette che mi sono sempre riuscite al meglio.
proprio per questo voglio dedicare alla cucina piemontese una voce "a parte" con molte ricette dei più svariati piatti tradizionali di questa fantastica regione nella quale io e mio marito abbiamo deciso di vivere; ai piedi delle montagne valsesiane ad un tiro di sasso dal confine con la Svizzera.
BAGNA CAUDA
INGREDIENTI:
acciughe
aglio
olio
peperoncino
PROCEDIMENTO:
si taglia a fettine uno spicchio d'aglio e si fanno friggere lentamente in una padella di coccio con un bicchiere d'olio di oliva, due peperoncini ed un vasetto di acciughe continuando a rimestare lentamente con un cucchiaio di legno.
quando le acciughe si saranno ben disfatte, si alza la fiamma e si aggiunge una spruzzatina di aceto.
si lascia evaporare e si ri-abbassa la fiamma e si lascia bollire a lungo (anche per un'oretta! più cuoce e più viene buona!!) sempre rimestando con il cucchiaio di legno.
si serve in tavola sul "fuiòt" (il fornellino in terra cotta con la candela sotto che vedete nella foto), uno per ognuno dei commensali, dove deve continuare a bollire mentre la si mangia intingendo verdure crude: verza, cardi, peperoni, sedani, finocchi o anche pane.
BAGNéT VéRT (BAGNETTO VERDE)




INGREDIENTI:
prezzemolo
uovo
mollica di pane
aglio
olio
aceto
sale
pepe
passata di pomodoro
peperoncino
acciughe
questa salsina ben s'appresta a condire le più svariate pietanze ed antipasti (nella foto sopra c'è la lingua col bagnetto
verde) o può essere gustata anche così.... da sola con il pane!;)
PROCEDIMENTO:
Si pulisce e si lava un mazzetto di prezzemolo e si pesta nel mortaio con uno spicchio d'aglio, un paio di tuorli d'uovo sodi, una noce di mollica di pane inzuppata nell'aceto e un peperoncino.
passare il tutto al setaccio, allungare con olio e aceto, due pizzichi di sale, il pepe, due cucchiai di passata di pomodoro; dopodichè si mescola bene il tutto fino a formare una salsa liscia e filante.